![]() |
| Lezione di vita!!! |
|
Fabio
Utente Grado 5
![]()
|
Ecco a voi il famosissimo discorso tenuto da Steve Jobs all'apertura dell'anno accademico 2005/2006 che considero una lezione di vita. Posto i video e il testo del discorso sono davvero interessantissimi e fanno riflettere.....
http://it.youtube.com/watch?v=nFKY8CVwOaU http://it.youtube.com/watch?v=G3bCOLl_1NE Testo del discorso: Sono onorato di essere qui oggi al vostro debutto in una delle migliori università del mondo. Io non mi sono mai laureato. A onor del vero oggi è la volta che sono più vicino alla laurea in vita mia. Non vi parlerò del mio lavoro, ma vi voglio raccontare 3 storie della mia vita. Ecco tutto, solo 3 storie, non molto. La prima storia è sull’unire i puntini. Ho deciso di smettere il Reed college dopo il primo semestre, ma ho frequentato ancora per 18 mesi prima di andarmene veramente. E allora perché lo ho lasciato? È iniziato tutto prima della mia nascita. La mia madre biologica era una donna giovane, laureata e nubile, che sfortunatamente rimase incinta. Pensò che un figlio avrebbe rovinato i suoi piani e decise di darmi in adozione, per il mio bene, sentì l’esigenza di affidarmi ad una coppia di laureati. Era tutto organizzato, avrei dovuto essere adottato da un avvocato e sua moglie. Al momento della mia nascita però, di colpo, la coppia si rese conto che avrebbero preferito una femmina. I miei genitori erano in lista d’attesa e ricevettero una telefonata nel cuore della notte che diceva “abbiamo un maschietto inaspettato, lo volete?”, “Certo”, risposero. Mia madre biologica scoprì in seguito che mia madre non si era laureata e mio padre non aveva neanche finito la scuola superiore. Si rifiutò di firmare le carte per formalizzare l’adozione. Si arrese solo qualche mese dopo quando i miei genitori promisero che un giorno sarei andato all’Università. E 17 anni dopo ci sono andato, ma scelsi un college che era costoso quasi quanto Stanford e tutti i risparmi, frutto del lavoro dei miei genitori, venivano spesi nel pagamento delle tasse scolastiche. Dopo 6 mesi, non vedevo alcuna utilità di tutto ciò. Non sapevo cosa volevo fare della mia vita e non avevo idea di come il college potesse aiutarmi a capirlo, e in più spendevo tutti i soldi che i miei genitori avevano risparmiato per tutta la vita. Così decisi di lasciar perdere confidando che tutto sarebbe andato bene. Era una decisione che faceva paura, ma guardando indietro, è stata una delle migliori che io abbia preso. Nel momento in cui decisi di lasciare potei smettere di frequentare i corsi obbligatori che non mi interessavano, e frequentare quelli che realmente volevo, indipendentemente dal fatto che portassero ad una laurea. Non era affatto una situazione facile. Non avevo dove dormire, quindi dormivo sul pavimento delle camere dei miei compagni. Restituivo le bottiglie di coca per avere i 5 cent per comprarmi da mangiare e percorrevo a piedi le 7 miglia necessarie per andare a mangiare ogni sabato al tempio di Hare Krishna per avere un pasto decente alla settimana. Mi piaceva da matti e tutte le difficoltà che incontrai, semplicemente perché volevo seguire la mia intuizione e curiosità si sono rivelate preziosissime in seguito. Eccovi un esempio: 1 Il Reed college offriva allora i migliori corsi di calligrafia, e in tutto il campus ogni poster, etichetta, cassetto era siglato con una magnifica calligrafia. Decisi di frequentare il corso e imparai molto sul carattere serif, sans serif, sul variare lo spazio tra le lettere e su ciò che fà grande la tipografia. Era molto bello, storico e sottilmente artistico, in un modo che la scienza non avrebbe mai potuto realmente percepire. Trovai quell’esperienza affascinante. Tutto questo non aveva un singolo spiraglio di possibilità applicativa nella mia vita futura. 10 anni dopo, quando stavamo disegnando il primo computer MacIntosh, tutto questo mi sovvenne e lo trasponemmo dentro al Mac. Era il primo computer con bei caratteri tipografici. Se non avessi fatto quel corso, il Mac non avrebbe mai avuto una gran varietà di caratteri e le possibilità di spaziatura che offre. Naturalmente era molto difficile per me unire i puntini quando ero al college, ma lo è stato in seguito guardando il mio percorso a ritroso, anche perché, è solo così che è possibile “unire i puntini”. Dovete credere in qualcosa: il vostro coraggio, il destino, la vita, il Karma o qualsiasi altra cosa. Questo approccio non mi ha mai tradito e ha costituito la differenza che ha caratterizzato la mia vita. Il mio secondo racconto è sull’amore e la perdita. Sono stato molto fortunato nell’aver trovato ciò che volevo fare molto presto nella vita. Woz (l’altro inventore del Mac n.d.r.) ed io abbiamo iniziato a lavorare sul Mac nel garage dei miei genitori quando avevo 20 anni. Lavorammo sodo e in 10 anni Mac, una cosa che era partita solo da noi due in un garage, era divenuta una compagnia da 2 miliardi di dollari e 4.000 dipendenti. Un anno prima avevamo appena realizzato la nostra migliore creazione – il MacIntosh – e io stavo per compiere 30 anni. Come forse sapete, mi licenziarono. Come si può essere licenziati da una compagnia creata da noi? Ebbene, è accaduto che mentre l’Apple cresceva, decisi di assumere qualcuno che ritenevo molto dotato, per farlo lavorare con me, per il primo anno e poco più funzionò bene. Ma dopo, la nostra visione sul futuro cominciò a divergere e cominciammo ad essere in contrasto. Il Consiglio d’amministrazione si schierò dalla sua parte e così, a 30 anni, mi ritrovai fuori. Tutto ciò che era stato lo scopo della mia vita se ne era andato. È stato devastante. Per un po’ di mesi non sapevo realmente che fare. Mi sentivo come se avessi battuto la generazione di tutti gli imprenditori precedenti, ma quando mi avevano passato la palla l’avevo lasciata cadere (dopo aver avuto una crescita di borsa tra le più grandi della storia l’azienda stava per fallire n.d.r.). M’incontrai con Packard e Noyce, e mi scusai per aver sbagliato tanto. Era un fallimento pubblico e pensai persino di sparire dalla Valley. Ma pian piano qualcosa si mise in luce dentro di me: amavo ancora ciò che facevo. Ero stato respinto, ma ero ancora innamorato. Decisi di ricominciare. Allora non me ne rendevo conto, ma essere licenziato dalla Apple fu la cosa migliore che mi potesse mai capitare. La pesantezza del successo venne rimpiazzata con la leggerezza dell’essere ancora un novizio e più insicuro su tutto. Questo stato d’animo mi diede la libertà d’iniziare uno dei periodi più creativi della mia vita. Durante i 5 anni seguenti diedi vita alla NeXT e a un’altra compagnia chiamata Pixar e mi innamorai di una donna che divenne mia moglie. La Pixar creò il primo film d’animazione computerizzata in 3D al mondo: Toy Story, ed è attualmente lo studio di animazione di maggior successo del mondo (la più innovativa azienda del settore con 1.200 dipendenti n.d.r.). In un turbinio d’importanti eventi la Apple comprò la NeXT e così ritornai alla mia azienda. La tecnologia che avevamo sviluppato alla NeXT è stata il cuore del nuovo rinascimento della Apple. E io e Laurene abbiamo una splendida famiglia. Nulla di tutto ciò sarebbe accaduto se non fossi stato cacciato dalla Apple. Fu una medicina amarissima, ma penso che il paziente ne avesse proprio bisogno. Talvolta la vita ti fa cadere una tegola in testa. Non perdete la speranza. Sono convinto che l’unica cosa che mi ha tenuto in vita è stato l’amore per ciò che facevo. Dovete scoprire cosa amate. E ciò è vero per voi come per chi amate. Il vostro lavorò riempirà gran parte della vostra vita e l’unico modo per essere veramente realizzati è fare ciò che si considera un “gran lavoro”. Questo può avvenire solo se si ama ciò che si fa. Se ancora non sapete cosa amate, continuate a cercare. Non lasciate perdere. Quando lo troverete capirete che è ciò che stavate cercando. E come tutte le vere relazioni, migliora con il tempo. La mia terza storia è sulla morte. Quando avevo 17 anni lessi qualcosa del tipo “se vivrai ogni giorno della tua vita come se fosse l’ultimo probabilmente farai la cosa giusta”. M’impressionò parecchio e per i 33 anni a seguire mi sono guardato allo specchio tutte le mattine e mi sono chiesto: “se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita, farei ciò che sto andando a fare oggi?” Se la risposta era no per troppi giorni di fila, sapevo che dovevo cambiare qualcosa. Ricordarmi che potevo morire subito è stato uno strumento che mi ha aiutato a fare le più importanti scelte della mia vita. Ciò perché quasi tutto: le aspettative esterne, l’orgoglio, la paura di fallire, l’imbarazzo scompare di fronte alla morte e resta solo ciò che per noi è veramente importante. Ricordarsi che dobbiamo morire è il modo migliore per evitare la trappola di pensare che abbiamo qualcosa da perdere. Siamo già nudi. Non c’è motivo per non seguire il tuo cuore. Un anno fa mi hanno diagnosticato un cancro. Mi hanno fatto uno scanner alle 7.30 del mattino che ha dimostrato chiaramente l’esistenza di un tumore al pancreas. Io non sapevo nemmeno cosa fosse un pancreas. Il dottore mi disse che molto probabilmente si trattava di un tumore incurabile e che non dovevo aspettarmi di vivere più di 3, massimo 6 mesi! Il mio dottore mi disse di andare a casa e mettere le mie cose in ordine, che nel linguaggio medico significa “preparati a morire”. Questo significa dover dire ai tuoi figli in pochi mesi tutto ciò che gli avresti detto nei prossimi 10 anni. Significa assicurarsi che tutto sia fatto affinché tutto sia più semplice per la tua famiglia. Significa dire a chi vuoi bene, goodbye. Ho vissuto con quella diagnosi addosso tutto il giorno. La sera mi fecero una biopsia e infilarono un endoscopio nella mia gola attraverso lo stomaco dentro all’intestino e attraverso un ago prelevarono delle cellule dal mio tumore al pancreas. Io ero stato sedato, ma mia moglie mi disse che quando il dottore esaminò le cellule al microscopio scoppiò a piangere perché si scoprì che il mio tumore apparteneva a una forma pancreatica cancerogena molto rara, ma curabile tramite un intervento. Sono stato operato, e sto bene. Questo è il punto più vicino alla morte in cui io sia mai stato, e spero sia il massimo per alcune decadi a venire. Essendo passato attraverso questa’esperienza posso dirvi quanto segue con maggior certezza, rispetto a quando la morte era per me un puro concetto astratto: nessuno vuole morire. Persino quelli convinti di andare in paradiso, non vogliono morire per giungervi. Eppure la morte è il nostro condiviso destino. Nessuno vi è mai scampato. Ed è come dovrebbe essere, perché la Morte è, in assoluto, l’invenzione migliore della vita. È l’agente di cambio della vita. Porta via il vecchio per far posto al nuovo. Al momento il nuovo siete voi, ma un giorno non troppo lontano diverrete gradualmente il vecchio e sarete spazzati via. Mi spiace essere così drammatico, ma è alquanto vero. Il vostro tempo è limitato, quindi non perdetene vivendo la vita di qualcun altro. Non lasciatevi incastrare dai dogmi, perché significherebbe vivere con i risultati dei pensieri di altri. Non lasciate che il rumore delle opinioni degli altri soffochi la vostra voce interiore. E soprattutto e più importante ancora, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione. Essi sanno ciò che voi realmente volete divenire. Tutto il resto è secondario. Quand’ero giovane, c’era una pubblicazione interessante chiamata “il catalogo di tutto il cuore”, che era una delle bibbie della mia generazione. Venne creata da un tipo di nome Stewart Brand non molto lontano da qui a Menlo Park, ma lui le diede vita con il suo tocco poetico. Questo accadeva negli ultimi anni 60, prima dell’uscita dei PC, quindi con scrittura manuale, forbici e foto Polaroid. Era una specie di Google di carta, 35 anni prima che arrivasse il vero Google: era idealista e trasbordava di strumenti carini e notazioni grandiose. Stewart e il suo gruppo emisero più numeri del “The whole heart Catalog”, e poi, quando aveva fatto il suo tempo, pubblicarono l’ultimo numero. Eravamo a metà degli anni 70, avevo la vostra età. Sulla 4° di copertina c’era la foto di una strada di campagna al mattino presto. Sotto c’erano le parole: “Stay Hungry. Stay Foolish”(QUANDO LA FAME SI FA SENTIRE SEI PIÙ CREATIVO, Letteralmente: resta affamato, resta insensato - se sei affamato, rimani pazzerello/creativo).. Era il loro saluto di commiato. Stay Hungry. Stay Foolish: questo è ciò che ho sempre augurato a me stesso. Oggi lo auguro a voi e l’augurio vale anche per quando sarete laureati, quando dovrete ricominciare daccapo. Stay Hungry. Stay Foolish Grazie mille a tutti. Steve Jobs Da leggere...da vedere....da ascoltare....da meditare... |
||||||||||||
|
|
|||||||||||||
|
giofarfalle
Utente Grado 5
![]()
|
Ho riletto ancora l'ultima parte: non accontentarsi degli affetti o del lavoro se non è ciò che veramente vogliamo ma continuare a cercare.
Una mia amica continua a ripetermi: non perdere tempo con una persona se pensi che non sia adatta a te...non perdere tempo....ogni giorno potrebbe essere l'ultimo... |
||||||||||||
|
_________________ L'Universo sotiene totalmente ogni pensiero che scegliamo di pensare e credere (Louise Hay) |
|||||||||||||
| Lezione di vita!!! |
|
||
|
Powered by phpBB







BUONA SERATA A TUTTI....SPERO CHE ABBIATE PASSATO UNA BELLA SETTIMANA E CHE LA PROSSIMA SIA SEMPRE MIGLIORE...... CON TANTA FORZA E TANTO AMORE.... CLAUDIA...... ...

