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Lezione di vita!!!
Fabio
Utente Grado 5
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Registrato: 28/06/07 19:51
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Ecco a voi il famosissimo discorso tenuto da Steve Jobs all'apertura dell'anno accademico 2005/2006 che considero una lezione di vita. Posto i video e il testo del discorso sono davvero interessantissimi e fanno riflettere.....

http://it.youtube.com/watch?v=nFKY8CVwOaU


http://it.youtube.com/watch?v=G3bCOLl_1NE


Testo del discorso:


Sono onorato di essere qui oggi al vostro debutto in una delle migliori università del
mondo. Io non mi sono mai laureato. A onor del vero oggi è la volta che sono più
vicino alla laurea in vita mia. Non vi parlerò del mio lavoro, ma vi voglio raccontare 3
storie della mia vita. Ecco tutto, solo 3 storie, non molto.
La prima storia è sull’unire i puntini. Ho deciso di smettere il Reed college dopo il
primo semestre, ma ho frequentato ancora per 18 mesi prima di andarmene veramente.
E allora perché lo ho lasciato?
È iniziato tutto prima della mia nascita. La mia madre biologica era una donna
giovane, laureata e nubile, che sfortunatamente rimase incinta. Pensò che un figlio
avrebbe rovinato i suoi piani e decise di darmi in adozione, per il mio bene, sentì
l’esigenza di affidarmi ad una coppia di laureati. Era tutto organizzato, avrei dovuto
essere adottato da un avvocato e sua moglie. Al momento della mia nascita però, di
colpo, la coppia si rese conto che avrebbero preferito una femmina. I miei genitori
erano in lista d’attesa e ricevettero una telefonata nel cuore della notte che diceva
“abbiamo un maschietto inaspettato, lo volete?”, “Certo”, risposero.
Mia madre biologica scoprì in seguito che mia madre non si era laureata e mio padre
non aveva neanche finito la scuola superiore. Si rifiutò di firmare le carte per
formalizzare l’adozione. Si arrese solo qualche mese dopo quando i miei genitori
promisero che un giorno sarei andato all’Università.
E 17 anni dopo ci sono andato, ma scelsi un college che era costoso quasi quanto
Stanford e tutti i risparmi, frutto del lavoro dei miei genitori, venivano spesi nel
pagamento delle tasse scolastiche. Dopo 6 mesi, non vedevo alcuna utilità di tutto ciò.
Non sapevo cosa volevo fare della mia vita e non avevo idea di come il college
potesse aiutarmi a capirlo, e in più spendevo tutti i soldi che i miei genitori avevano
risparmiato per tutta la vita. Così decisi di lasciar perdere confidando che tutto sarebbe
andato bene.
Era una decisione che faceva paura, ma guardando indietro, è stata una delle migliori
che io abbia preso. Nel momento in cui decisi di lasciare potei smettere di frequentare
i corsi obbligatori che non mi interessavano, e frequentare quelli che realmente
volevo, indipendentemente dal fatto che portassero ad una laurea.
Non era affatto una situazione facile. Non avevo dove dormire, quindi dormivo sul
pavimento delle camere dei miei compagni. Restituivo le bottiglie di coca per avere i
5 cent per comprarmi da mangiare e percorrevo a piedi le 7 miglia necessarie per
andare a mangiare ogni sabato al tempio di Hare Krishna per avere un pasto decente
alla settimana. Mi piaceva da matti e tutte le difficoltà che incontrai, semplicemente
perché volevo seguire la mia intuizione e curiosità si sono rivelate preziosissime in
seguito. Eccovi un esempio:
1
Il Reed college offriva allora i migliori corsi di calligrafia, e in tutto il campus ogni
poster, etichetta, cassetto era siglato con una magnifica calligrafia. Decisi di
frequentare il corso e imparai molto sul carattere serif, sans serif, sul variare lo spazio
tra le lettere e su ciò che fà grande la tipografia. Era molto bello, storico e sottilmente
artistico, in un modo che la scienza non avrebbe mai potuto realmente percepire.
Trovai quell’esperienza affascinante.
Tutto questo non aveva un singolo spiraglio di possibilità applicativa nella mia vita
futura. 10 anni dopo, quando stavamo disegnando il primo computer MacIntosh, tutto
questo mi sovvenne e lo trasponemmo dentro al Mac. Era il primo computer con bei
caratteri tipografici. Se non avessi fatto quel corso, il Mac non avrebbe mai avuto una
gran varietà di caratteri e le possibilità di spaziatura che offre. Naturalmente era molto
difficile per me unire i puntini quando ero al college, ma lo è stato in seguito
guardando il mio percorso a ritroso, anche perché, è solo così che è possibile “unire i
puntini”.
Dovete credere in qualcosa: il vostro coraggio, il destino, la vita, il Karma o qualsiasi
altra cosa. Questo approccio non mi ha mai tradito e ha costituito la differenza che ha
caratterizzato la mia vita.

Il mio secondo racconto è sull’amore e la perdita.
Sono stato molto fortunato nell’aver trovato ciò che volevo fare molto presto nella
vita. Woz (l’altro inventore del Mac n.d.r.) ed io abbiamo iniziato a lavorare sul Mac
nel garage dei miei genitori quando avevo 20 anni. Lavorammo sodo e in 10 anni
Mac, una cosa che era partita solo da noi due in un garage, era divenuta una
compagnia da 2 miliardi di dollari e 4.000 dipendenti. Un anno prima avevamo
appena realizzato la nostra migliore creazione – il MacIntosh – e io stavo per
compiere 30 anni. Come forse sapete, mi licenziarono. Come si può essere licenziati
da una compagnia creata da noi? Ebbene, è accaduto che mentre l’Apple cresceva,
decisi di assumere qualcuno che ritenevo molto dotato, per farlo lavorare con me, per
il primo anno e poco più funzionò bene. Ma dopo, la nostra visione sul futuro
cominciò a divergere e cominciammo ad essere in contrasto. Il Consiglio
d’amministrazione si schierò dalla sua parte e così, a 30 anni, mi ritrovai fuori. Tutto
ciò che era stato lo scopo della mia vita se ne era andato. È stato devastante. Per un
po’ di mesi non sapevo realmente che fare. Mi sentivo come se avessi battuto la
generazione di tutti gli imprenditori precedenti, ma quando mi avevano passato la
palla l’avevo lasciata cadere (dopo aver avuto una crescita di borsa tra le più grandi
della storia l’azienda stava per fallire n.d.r.). M’incontrai con Packard e Noyce, e mi
scusai per aver sbagliato tanto. Era un fallimento pubblico e pensai persino di sparire
dalla Valley. Ma pian piano qualcosa si mise in luce dentro di me: amavo ancora ciò
che facevo. Ero stato respinto, ma ero ancora innamorato. Decisi di ricominciare.
Allora non me ne rendevo conto, ma essere licenziato dalla Apple fu la cosa migliore
che mi potesse mai capitare. La pesantezza del successo venne rimpiazzata con la
leggerezza dell’essere ancora un novizio e più insicuro su tutto. Questo stato d’animo
mi diede la libertà d’iniziare uno dei periodi più creativi della mia vita.
Durante i 5 anni seguenti diedi vita alla NeXT e a un’altra compagnia chiamata Pixar
e mi innamorai di una donna che divenne mia moglie. La Pixar creò il primo film
d’animazione computerizzata in 3D al mondo: Toy Story, ed è attualmente lo studio di
animazione di maggior successo del mondo (la più innovativa azienda del settore con
1.200 dipendenti n.d.r.).
In un turbinio d’importanti eventi la Apple comprò la NeXT e così ritornai alla mia
azienda. La tecnologia che avevamo sviluppato alla NeXT è stata il cuore del nuovo
rinascimento della Apple. E io e Laurene abbiamo una splendida famiglia.
Nulla di tutto ciò sarebbe accaduto se non fossi stato cacciato dalla Apple. Fu una
medicina amarissima, ma penso che il paziente ne avesse proprio bisogno. Talvolta la
vita ti fa cadere una tegola in testa. Non perdete la speranza. Sono convinto che
l’unica cosa che mi ha tenuto in vita è stato l’amore per ciò che facevo.
Dovete
scoprire cosa amate. E ciò è vero per voi come per chi amate. Il vostro lavorò riempirà
gran parte della vostra vita e l’unico modo per essere veramente realizzati è fare ciò
che si considera un “gran lavoro”. Questo può avvenire solo se si ama ciò che si fa. Se
ancora non sapete cosa amate, continuate a cercare. Non lasciate perdere. Quando lo
troverete capirete che è ciò che stavate cercando. E come tutte le vere relazioni,
migliora con il tempo.

La mia terza storia è sulla morte. Quando avevo 17 anni lessi qualcosa del tipo “se
vivrai ogni giorno della tua vita come se fosse l’ultimo probabilmente farai la cosa
giusta”. M’impressionò parecchio e per i 33 anni a seguire mi sono guardato allo
specchio tutte le mattine e mi sono chiesto: “se oggi fosse l’ultimo giorno della mia
vita, farei ciò che sto andando a fare oggi?” Se la risposta era no per troppi giorni di
fila, sapevo che dovevo cambiare qualcosa.

Ricordarmi che potevo morire subito è stato uno strumento che mi ha aiutato a fare le
più importanti scelte della mia vita.
Ciò perché quasi tutto: le aspettative esterne,
l’orgoglio, la paura di fallire, l’imbarazzo scompare di fronte alla morte e resta solo
ciò che per noi è veramente importante. Ricordarsi che dobbiamo morire è il modo
migliore per evitare la trappola di pensare che abbiamo qualcosa da perdere. Siamo
già nudi. Non c’è motivo per non seguire il tuo cuore.
Un anno fa mi hanno diagnosticato un cancro. Mi hanno fatto uno scanner alle 7.30
del mattino che ha dimostrato chiaramente l’esistenza di un tumore al pancreas. Io non
sapevo nemmeno cosa fosse un pancreas. Il dottore mi disse che molto probabilmente
si trattava di un tumore incurabile e che non dovevo aspettarmi di vivere più di 3,
massimo 6 mesi! Il mio dottore mi disse di andare a casa e mettere le mie cose in
ordine, che nel linguaggio medico significa “preparati a morire”. Questo significa
dover dire ai tuoi figli in pochi mesi tutto ciò che gli avresti detto nei prossimi 10
anni. Significa assicurarsi che tutto sia fatto affinché tutto sia più semplice per la tua
famiglia. Significa dire a chi vuoi bene, goodbye.
Ho vissuto con quella diagnosi addosso tutto il giorno. La sera mi fecero una biopsia e
infilarono un endoscopio nella mia gola attraverso lo stomaco dentro all’intestino e
attraverso un ago prelevarono delle cellule dal mio tumore al pancreas. Io ero stato
sedato, ma mia moglie mi disse che quando il dottore esaminò le cellule al
microscopio scoppiò a piangere perché si scoprì che il mio tumore apparteneva a una
forma pancreatica cancerogena molto rara, ma curabile tramite un intervento. Sono
stato operato, e sto bene.
Questo è il punto più vicino alla morte in cui io sia mai stato, e spero sia il massimo
per alcune decadi a venire. Essendo passato attraverso questa’esperienza posso dirvi
quanto segue con maggior certezza, rispetto a quando la morte era per me un puro
concetto astratto: nessuno vuole morire.
Persino quelli convinti di andare in paradiso, non vogliono morire per giungervi.
Eppure la morte è il nostro condiviso destino. Nessuno vi è mai scampato.
Ed è come dovrebbe essere, perché la Morte è, in assoluto, l’invenzione migliore della
vita. È l’agente di cambio della vita. Porta via il vecchio per far posto al nuovo. Al
momento il nuovo siete voi, ma un giorno non troppo lontano diverrete gradualmente
il vecchio e sarete spazzati via. Mi spiace essere così drammatico, ma è alquanto vero.
Il vostro tempo è limitato, quindi non perdetene vivendo la vita di qualcun altro. Non
lasciatevi incastrare dai dogmi, perché significherebbe vivere con i risultati dei
pensieri di altri.
Non lasciate che il rumore delle opinioni degli altri soffochi la vostra
voce interiore. E soprattutto e più importante ancora, abbiate il coraggio di seguire il
vostro cuore e la vostra intuizione.
Essi sanno ciò che voi realmente volete divenire.
Tutto il resto è secondario.
Quand’ero giovane, c’era una pubblicazione interessante chiamata “il catalogo di tutto
il cuore”, che era una delle bibbie della mia generazione. Venne creata da un tipo di
nome Stewart Brand non molto lontano da qui a Menlo Park, ma lui le diede vita con
il suo tocco poetico. Questo accadeva negli ultimi anni 60, prima dell’uscita dei PC,
quindi con scrittura manuale, forbici e foto Polaroid. Era una specie di Google di
carta, 35 anni prima che arrivasse il vero Google: era idealista e trasbordava di
strumenti carini e notazioni grandiose.
Stewart e il suo gruppo emisero più numeri del “The whole heart Catalog”, e poi,
quando aveva fatto il suo tempo, pubblicarono l’ultimo numero. Eravamo a metà degli
anni 70, avevo la vostra età. Sulla 4° di copertina c’era la foto di una strada di
campagna al mattino presto. Sotto c’erano le parole: “Stay Hungry. Stay Foolish”(QUANDO LA FAME SI FA SENTIRE SEI PIÙ CREATIVO, Letteralmente: resta affamato, resta insensato - se sei affamato, rimani pazzerello/creativo).. Era
il loro saluto di commiato.
Stay Hungry. Stay Foolish: questo è ciò che ho sempre augurato a me stesso. Oggi lo
auguro a voi e l’augurio vale anche per quando sarete laureati, quando dovrete
ricominciare daccapo.
Stay Hungry. Stay Foolish
Grazie mille a tutti.
Steve Jobs

Da leggere...da vedere....da ascoltare....da meditare...

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giofarfalle
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Grande Fabio mi ha fatto venire i brividi nel leggere tali parole. Ora so che siccome non ho ancora trovato la mia passione, devo continuare a cercare...Una sera sono andata alla presentazione di un libro di motivazione e l'autore mi ha fatto la dedica sulla prima pagina. mi ha scritto: Gio, vivi la vita con passione!
Mio figlio ha una passione le auto e il PC, io penso che farò in modo che segua la sua passione perchè lui ha una grande fortuna: ha trovato ciò che veramente gli piace fare.
Grazie Very Happy

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giofarfalle
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Ho riletto ancora l'ultima parte: non accontentarsi degli affetti o del lavoro se non è ciò che veramente vogliamo ma continuare a cercare.
Una mia amica continua a ripetermi: non perdere tempo con una persona se pensi che non sia adatta a te...non perdere tempo....ogni giorno potrebbe essere l'ultimo... Very Happy

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