Sento scorrere il tempo lento, inesorabile, sento il trascorrere dei minuti, tanti, tutti. Sento che oggi non è più ieri, ma fatico a distinguere lo ieri dall'altro ieri. Sento che sono in una culla morbidissima, protettiva, creata artigianalmente, sento il profumo nel suo interno, ...
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Quando piombi nella disperazione più cupa, ti si offre l'opportunità di scoprire la tua vera natura. Proprio come i sogni prendono vita quando meno te lo aspetti, così accade per le risposte ai dubbi che non riesci a risolvere. Lascia che il tu (Sergio Bambaren)
La silvoterapia è una pratica che rimanda all’antico culto degli alberi per il quale il mantenimento della salute e la salvezza dell’anima erano legati alla conoscenza delle piante che si credevano governate da divinità silvestri. L’albero era considerato una presenza sacra, un essere vivente dotato di sensibilità, anima ed intelligenza. Ad esso venivano riconosciute saggezza e forza. L’albero è simbolicamente cosiderato il mezzo di ascesa dell’uomo verso il divino e mette in relazione le tre parti del pianeta: sottosuolo (attraverso le radici), superficie (tronco) e cielo (chioma) diventando una fonte di energia potentissima. Per capire il funzionamento della silvoterapia bisogna quindi capire l’aspetto energetico e il contatto con l’energia vitale che le piante emanano. Pensiamo alla nostra esperienza personale: non sono forse i boschi e le foreste i luoghi ideali in cui si trova silenzio e pace?
Inoltre, dopo un temporale, nei luoghi ricchi di vegetazione, vi è abbondanza di ioni negativi e tale situazione risulta benefica per la salute (stati infiammatori, insonnia, stati depressivi, dolori muscolari ecc.). Scegliamo il nostro albero e abbracciamolo, poi pargliamogli come se fosse una persona cara confidandogli le nostre emozioni. Sediamoci con la schiena appoggiata al tronco e le gambe distese, con la mano sinistra aperta sulle radici e la destra al cuore, chiudiamo gli occhi e percepiamo l’energia ed i suoni provenienti dal nostro albero. Mentre pratichiamo questa meditazione respiriamo in modo profondo e lento e visualizziamo il nostro corpo partendo dai piedi, immaginando che nelle nostre vene scorra la linfa dell’albero. Immaginiamo di entrare nell’albero e diventare noi stessi un albero.
Se durante l’esericzio dovessero arrivare pensieri negativi, cerchiamo di spazzarli via. Terminata la meditazione, lentamente stacchiamoci dall’albero e apriamo gli occhi. Ringraziamo sempre il nostro albero per averci donato la sua energia. Per restare in contatto con lui portiamo con noi un rametto o una foglia. La durata dell’esercizio dovrebbe essere di circa 30 minuti.
Nella scelta dell’albero consideriamo che pìù è alto più è ricco di energia in quanto più elevato verso il cielo. Inoltre a piante diverse corrispondono benefici diversi; la quercia è considerata l’albero più evoluto e ricco di energia vitale ed insieme alla betulla è la pianta indicata per tutte le malattie o disturbi. L’abete scaccia tristezza e stress, la verbena stimola il coraggio ed è utile per gli sbalzi d’umore, l’iperico toglie le emozioni negative e la felce favorisce l’accoppiamento e le relazioni. Per la scelta del nostro albero potremmo, in alternativa, ricorrere a quello collegato alla nostra data di nascita secondo il calendario dei sacerdoti celtici: